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sabato 16 novembre 2013

LUOGHI E CITTA' - Portogallo, la suggestione


Il Portogallo è la parte più occidentale dell’Europa: dopo, c’è l’Oceano Atlantico che porta ad altri mondi. Un viaggio in questa terra ti arricchisce. Ci sono stato per otto giorni una quindicina di anni fa e ancora conservo vividi ricordi. Nell’aria che respiri cogli un sentimento di libertà, di nostalgia, la saudade per avventure lontane. Il fado, la tipica armonia di queste parti, è il suono del Portogallo, intriso di malinconia, ne riassume bene lo spirito. Come la risacca delle onde che vengono da lontano contro spiagge e scogli. O come il Porto, un vino liquoroso che va bevuto dopo 10 o 20 o addirittura 40 anni dall’imbottigliamento e che va centellinato lentamente, ad occhi chiusi. La voce di Amalia Rodriguez, leggendaria interprete del fado, per anni ha riassunto in maniera perfetta questa atmosfera. La capitale del Portogallo è Lisbona, sulle foce del fiume Tago: la Torre di Belem (foto sopra) ricorda che da qui alla fine del 1400 partì Vasco da Gama per andare alla scoperta delle Indie e di altri orizzonti: il Brasile parla portoghese, per dire. 
Lisbona ha nemmeno mezzo milione di abitanti, dal mare sale fin sulle colline, ci puoi andare con un tram che arranca lentamente attraverso viuzze strette. E’ una città che ti sorprende ad ogni angolo e che va visitata adagio. Magari fermandosi ogni tanto in una delle numerose pastelerias dove fanno i celeberrimi pasteis, piccoli canestri di pasta sfoglia ripieni di crema cotta al forno. Così amava fare anche Fernando Pessoa, enigmatico poeta e scrittore portoghese la cui statua lo raffigura seduto a un tavolino di marmo in mezzo ad altri tavoli veri (foto sotto a destra). Farsi fotografare seduti accanto a Pessoa è quasi un obbligo. 
In giro c’è gente aperta, disponibile ma seria. Una caratteristica che ritrovi nella luce degli azuleios che ricoprono case o chiese: uno sfondo di piastrelle di ceramica sulle quali sono state disegnate scene di vita o di carattere religioso. Ne comprai tre, di queste piastrelle, con incise le iniziali mie, di mia moglie e di mio figlio, le ho appiccicate davanti alla porta di casa.
Ti muovi da Lisbona e scopri cose straordinarie. Come le scogliere dell’Algarve, costellate di campi da golf. O come Cascais, dove è d’obbligo sostare per vedere la vecchia residenza dei reali d’Italia qui in esilio e oggi trasformata in albergo lussuoso (foto a fianco). O come Nazarè, antichissimo e pittoresco villaggio di pescatori dove sulla spiaggia vedi ancora uomini che aggiustano le reti o preparano barche con i movimenti lenti di un tempo. Più su, a 123 km da Lisbona, c’è Fatima (foto sotto), il luogo dove nel 1917 la Madonna apparve a tre piccoli pastori preannunciando loro le sorti del mondo. E’ un posto magico attorno al quale si coagula la sofferenza e la speranza del mondo. Anche per chi non crede, come me, la suggestione è forte: inevitabile lasciarsi coinvolgere da sentimenti di rispetto, serenità. C'è gente arrivata fin qui da ogni parte a pregare per la propria guarigione o a sperare in un miracolo o semplicemente per avvertire la presenza di Maria. Invidio chi ha questa fede, mi arrabbio con me stesso per non riuscire a credere, odio la ragione, il cervello, che mi costringe ad affrontare la vita con perversa razionalità.


venerdì 15 novembre 2013

LUOGHI E CITTA' - Amburgo, stupefacente


Conosco la Germania a menadito e penso che sia turisticamente sottovalutata: Colonia, Friburgo, Monaco, Norimberga, Baden-Baden, tutta la valle del Reno, la Foresta Nera sono delizie che nessuno dovrebbe perdersi. Mi interessai alla Germania quando al liceo cominciai a studiare il tedesco. Poi nel 1956 a Cattolica conobbi una ragazza di Amburgo, Heike. Lei 17 anni, io 18. I suoi mi invitarono lassù, allora 17 ore di treno da Bologna. Loro vennero da me. Lei si sposò, io mi sposai, ma la nostra amicizia continuò con continue visite dei rispettivi famigliari. Ci vediamo, telefoniamo e scriviamo da 57 anni! 
Amo Amburgo, la definisco la mia seconda casa per esserci stato infinite volte. Città favolosa. Nata nell’810 come presidio al castello di Carlo Magno insidiato dagli slavi, è collocata sull’estuario del fiume Elba. Nel 1943 fu distrutta dai bombardamenti alleati. Rinacque più bella che mai. Oggi è la seconda città della Germania con 1.780.000 abitanti, il secondo porto europeo dopo Rotterdam, il reddito pro capite è il doppio di quello medio continentale. 
Percorsa da una fitta rete di canali, bagnata da due laghi (Aussenalster e Binnenalster), tragitta pedoni e automobili da una riva all’altra dell’Elba attraverso due tunnel spettacolari. Il suo segno distintivo è il St Michael, un altissimo campanile visibile a grande distanza. Ma Amburgo è celebre anche per la zona di Blankenese lungo l'Elba, con le vecchie case di pescatori oggi trasformate in ville di prestigio; lo stupefacente giardino botanico “Planten un Blomen” allestito nel 1930 e adagiato su 47 ettari di terreno; lo zoo Hagenbeck nato nel 1907 senza gabbie, esteso su 25 ettari con 7 km di sentieri; lo Jungfernstieg, che è la strada dei negozi di lusso; il sontuoso Rathaus e la Reeperbahn, il quartiere dei night. 
Qui nel 1961, al Tabù della Grosse Freiheitstrasse (via della grande libertà) fecero la loro prima uscita da Liverpool i Beatles. Posso dire che la mia “apertura mentale” nacque qui, in occasione dei miei primi viaggi ad Amburgo. Per la prima volta venni a contatto con gente di ogni tipo e di ogni colore, capii cosa significava l’internazionalità, l’integrazione, il mondo. E conobbi una città stupenda: da non perdere.

giovedì 14 novembre 2013

LUOGHI E CITTA' - La magia di Madeira


Ci sono stato in vacanza con mia moglie nel 2002, per una settimana. Credo che sia uno dei più bei posti mai visti al mondo. Per la magia che sprigiona, voglio credere che davvero sia un pezzo di Atlantide - il continente scomparso immaginato da Platone - che spunta dall’Oceano. E’ un’isola vulcanica posta a 700 km dalle coste del Marocco, sotto le Azzorre e sopra le Canarie. Appartiene al Portogallo. Winston Churchill ne era frequentatore abituale e per rilassarsi disegnava ad acquarello paesaggi fascinosi. E’ accarezzata dalla corrente del Golfo e questo le regala un clima sempre mite anche se un po' umido e una straordinaria e selvaggia vegetazione. E’ un inno alla bellezza della natura. E' detta il Regno dei Fiori, perchè ne è costellata in ogni dove. Lungo le strade ci sono cespugli di orchidee e di "uccelli del paradiso", cioè le strelizie (non "sterlizie" come  dice erroneamente la gente: vengono dal nome di Sophia Charlotte von Mecklemburg-Strelitz che divenne regina d'Inghilterra nel 1761 sposando Giorgio III); c'è l'incredibile "regina della notte", una sorta di cactus che fiorisce solo di notte e - dicono - una sola volta all'anno, in giugno. Churchill, dopo averne vista sbocciare una, scrisse: "Se le donne avessero il buon senso di imitare questo fiore, la vita degli uomini sarebbe molto più facile". E poi, dovunque, alberi di banane e di caffè.

L’acqua dell’Atlantico nel tempo ha scavato nelle antiche colate di lava scese fino a riva scenari di una bellezza incomparabile, piccoli laghetti di acqua sempre calda e fumante. All’interno, montagne maestose coperte di un verde intenso. Vedi vecchie casette dei residenti col tetto spiovente quasi fino a terra, piccoli villaggi decorati con gli azuleios, le caratteristiche piastrelle portoghesi, annusi un’aria pura e salutare, ascolti il silenzio. E ci sono distese sconfinate di vitigni arrampicati sulle alture che producono il celeberrimo Madeira, un vino liquoroso e dolce, unico al mondo per le caratteristiche conferitegli dal suolo vulcanico e dal clima. In casa ne ho ancora una bottiglia, mai stappata: forse sarebbe ora che lo facessi, è un vino da invecchiamento.
Meraviglioso è il giardino botanico vicino a Funchal, il capoluogo: una enorme distesa di piante e di profumi in cui ti ci perdi con gli occhi spalancati per lo stupore. A Funchal (dove fra l'altro è nato Cristiano Ronaldo), al centro di un giardino c’è una statua della principessa Sissi: era una che viaggiava molto e se pensava al Paradiso partiva dal suo castello di Neuschwanstein e andava a Madeira. C'è stata due volte, nel 1862 e nel 1883. Immagino ci mettesse un sacco di tempo. Adesso ci vai in 4 ore d’aereo da Bologna. Giuro che nessuno mi ha pagato per magnificare Madeira in questo modo: è solo che mi è rimasta nel cuore.


domenica 10 novembre 2013

LUOGHI E CITTA' - La mia Bologna


Bologna è una città da amare. E’ di dimensioni vivibili e ha nemmeno 380.000 abitanti: in 20-25 minuti di tangenziale vai da sud a nord, da San Lazzaro a Casalecchio. E’ adagiata sotto le ultime colline dell’Appennino ed è titolare di  molti record mondiali. E’ detta “la dotta”: perché ha la più antica università del mondo (è del 1088). E’ detta “la grassa”: perché come si mangia qui non si mangia da nessuna altra parte, la ricetta originale dei tortellini (qui nati nel 1664) è conservata alla Camera di Commercio; il ragù “alla bolognese” è celebre nel mondo. E’ detta “la turrita”: perché mai in nessun’altra città ci sono state tante torri. Nel 1100 ne furono costruite 100, ne restano 34, le due più famose sono l’Asinelli (alta 97,20 mt) e la Garisenda (quella che pende più di quella di Pisa). E’ detta “la rossa”: perché le case più antiche erano fatte di mattoni rossi anche se poi questa caratterizzazione è stata accostata ai sindaci di sinistra del dopoguerra. 
E’ la città con più portici al mondo: nel solo centro storico ce ne sono per 38 km; il portico più famoso è quello che conduce fin su al Colle della Guardia (352 m di altitudine) alla basilica di San Luca, con 666 arcate (foto qui a sinistra); quello più spettacolare è di Casa Isolani, fatto nel 1250 con travi di rovere alte 9 mt  (in legno ce ne sono altri 8) e in cui sono ancora conficcate tre frecce lanciate da non si sa quali arcieri (foto in basso a destra). Ha il centro storico di origine medioevale più vasto d’Europa. Nella Basilica di San Petronio c’è la più grande meridiana del mondo, costruita a metà del 1500. Ha dato alla storia 5 Papi. Ha un sottosuolo straordinario fatto di percorsi semisconosciuti e di canali che in alcuni tratti sono ancora alla luce: un tempo collegavano la città al Po e a Venezia.

Bologna ha anche gente straordinaria: per la bonarietà, la cultura, la generosità e l'umiltà; quando al cinema o in tv ti propongono un tipo simpatico gli danno la cadenza bolognese con la “esse” pronunciata. Forse per questo, per naturale ritrosia, Bologna non ha mai avuto la fama turistica di cui gode ad esempio Firenze. O forse anche perché è situata strategicamente in uno snodo fondamentale per le comunicazioni fra sud e nord: treni, auto e anche aerei passano di qui, se vuoi andare da qualche parte. E la gente si ferma solo per mangiare un piatto di tortellini o di lasagne, non sapendo che cosa si perde. 
Quella che ricordo è la Bologna della mia gioventù, perché adesso – pur conservando le sue prerogative – è tutt’altra cosa, anche se un sondaggio di fine novembre 2013 la colloca al terzo posto fra le città italiane per qualità della vita. Come dovunque ci sono incivili che credendosi artisti imbrattano muri, altri che di notte schiamazzano, urinano e bevono nelle vie del centro, e ci sono fantasmi che non ti fanno sentire tranquilli. Per dire: davanti alla Basilica di San Petronio, in pieno centro, da anni staziona una pattuglia di Carabinieri: per prevenire eventuali attentati a causa di un affresco di Maometto all’inferno del 1400 stampato sul soffitto di una cripta. Una volta la Fiera di Bologna era un evento, adesso non più. L'ha abbandonata persino il Motor Show, che nel 2013 ha dato forfait, tornerà a fine 2014 spartendosi il bisiness con Modena). Una volta si cantava, in dialetto: “Oh Bulaggna oh Bulaggna / la città mia più bella sei tu”. Adesso questa canzoncina non la conosce nessuno. Ecco il testo completo: 

C’e’ chi dice che e’ bella Milano 
c’e’ chi ammira l’antica Venezia
c’e’ chi esalta Trieste e Torino 
chi Perugia, Rapallo e La Spezia.
C’e’ chi dice d’andare a Firenze 
se là vuoi veder la beltà. 
Io rispondo: ch’al vegna a Bulåggna
ch’le’ dal månd la pio bela zite’. 
Oh Bulåggna Oh Bulåggna 
la citta’ mia piu’ bella sei tu.
Oh Bulåggna Oh Bulåggna
le due torri, San Luca e non piu’
San Petronio coi bianchi gradini 
La magnifica e bela piazola
di Re Enzo il palazzo Isolani
e al Minghetti magnifica scola
il Nettuno, D’Azeglio, il Pratello
al palaz in duv i’ era al Pudste’.
A Bologna c’e’ tutto di bello 
L’e’ dal månd la pio’ bela zite’

martedì 15 ottobre 2013

LUOGHI E CITTA' - Finlandia, il sogno



Ho girato il mondo, sono stato nei paesi più strani. Ho un rammarico: non sono mai andato in Finlandia. E ce l’ho nel cuore, per vari motivi, soprattutto perchè è un Paese "diverso" dagli altri. Ha una superficie di 338.145 kmq (l’Italia è di 301.340 kmq) e solo poco più di 5 milioni di abitanti (come Roma Milano e Napoli messi assieme), la maggior parte dei quali concentrati in poche città del sud (Helsinki, Turku, Tampere). Quindi il resto è silenzio e tranquillità. E aurore boreali. Ha 187.888 laghi, per dire solo quelli di una certa dimensione, e per questo è chiamata riduttivamente “il Paese dei Mille Laghi”. La sua lingua appartiene al ceppo ungaro-finnico, quindi rarissima e diversa dal resto delle lingue europee. E’ percorsa da un verde sterminato che a nord si inserisce nella leggendaria Lapponia, terra delle renne, che per il 95% è parco nazionale e che è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio universale. Il periodico Newsweek recentemente ha definito la Finlandia come “il miglior paese del mondo”, anche se parecchi finlandesi hanno obiettato: si sta bene ma non è il paradiso. Le tasse sono molto alte (ma i servizi ai cittadini sono adeguati), studiare costa poco o niente, la criminalità è bassissima, ma il numero dei suicidi è stranamente elevato. E’ certo che la Finlandia è una delle nazioni più ricche. Un Paese così scarsamente popolato è sorprendentemente ricco anche di personaggi illustri: dal compositore Sibelius all’architetto Aalto, per citarne solo due. Il suo vanto di ieri è Paavo Nurmi, mezzofondista e fondista di atletica che fra il 1920 e il 1928 vinse 9 ori e 3 argenti olimpici. Il suo vanto di oggi è la Nokia, produttrice di cellulari. 
Sogno la Finlandia dal 1955, quando avevo 17 anni. Al liceo come lingua straniera studiavo il tedesco. Allora si usava mettere in contatto studenti di nazioni diverse che nello rispettive scuole imparavano la stessa lingua. A me toccò una ragazza, credo della mia stessa età, bionda, gli occhi chiarissimi, la figura delicata e armoniosa. Si chiamava Laina Honkonen, abitava a Kivijarvi, poi si trasferì a Saarijarvi. Mi descriveva il suo paese e io il mio. Per Natale mi mandava libri illustrati sulla Finlandia, uno sulla Lapponia. Li conservo ancora, assieme al ricordo di Laina che non ho mai conosciuto di persona. Ci scrivemmo per alcuni anni, un’estate lei venne a fare la cameriera in un paese austriaco proprio per darmi modo di raggiungerla più facilmente, io non potei andarci per problemi di salute. E fu la fine del nostro rapporto. Da allora mi è rimasto il rammarico di non averla potuta incontrare ma soprattutto di non essere mai andato a visitare il suo Paese. Se qualcuno mi legge dalla Finlandia, mi sa dire dov’è oggi la “mia” Laina?